Alma Spina, inediti


Hangover rantega brioblù
la lista di parole non parole
che tu mi riversasti giù in via
Prè: preppeppè mi hai fatto
nel portone – e sei scomparsa
goffa tra le sciure. Ma che ne è
di te che in via Cairoli una sera
mi hai detto che mi amavi
e poi due giorni dopo salutavi
con fare della mano burrascoso
quell’altro uomo, ed io non ero:
non era dio ed io guardavo
con che velocità muovevi
quella mano.


Ma tu, che amatissima risiedi
nel centro delle nostre trecce bionde
nelle tue bocce rotonde (che modi!)
nei nodi dei tre marinai sedotti
giù alla banchina. Io ero una gran
ragazzina, di te non temevo che il nome:
o Deucalione – dalle strane movenze
un ragazzo sprecato, una musa sgraziato.
Deucalione che ha addosso l’errore
grammaticale – divino – fetale
mi prese con quelle sue mani
di maschio danzante, di vergine
belligerante.


Nel mezzo delle crassule e viburni
“Ho sognato l’altra notte” mi dicevi
e spurghi che di notte sogni l’altra:
ti volti e dopo prendi un’altra strada.

Perché c’è sempre un’altra da sognare?

Ma tu sei già lontana dagli specchi
in cui ti rivedevo dentro casa.
Ammucchio, sposto il tiro, leggo il passo
di Eco quando “il suono esiste ancora”.


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