Arzachena Leporatti, inediti


Welcome to paradise


il benvenuto è un cartellone rovinato ai lati
due modelle americane
nude
quasi
tranne che per il costume rosa
al centro la scritta
WELCOME TO PARADISE
ed è già tanto se respiro


Istruzioni


dormi dieci ore al giorno senza sognare
lisciati i capelli anti stress
mangia la pizza a taglio simmetrico che ti piace
salamino e gorgonzola e coca cola zero
allungati sui marciapiedi della città piccola
mandami segnali wireless di te
di quando stavi meglio
di quando negli occhi avevi solo gli occhi
invece che questo groviglio di fili elettrici


Elenco


allora come state
ho portato una calamita da Marsiglia
e il sapone – mettilo in bagno
le partite in streaming con l’audio in russo
gli spaghetti al dente olio e aglio
due pizze in forno con poco pomodoro
la TV piccola con l’audio silenziato
blob su rai tre
poi Fazio su rai due
lo scaldotto con i punti dell’esselunga
la tuta di pile
i quadri ammassati su una parete
il vino del contadino
le uova pure
l’olio quest’anno meno – ma niente mosca
la cena alle venti e dieci
il gelato alla meringa – lo rifanno – vaschetta XL
la macchina chi la prende – mi serve
quella tua amica come sta
la casa nuova – informazioni
il caffè – chi lo vuole
il cane abbaia – basta
il divano forma una C scomposta
i piedi sul bracciolo – tirali giù
noi andiamo
buonanotte
buonanotte a tutti


la tua faccia è indipendente
dal resto
dal caso
dallo zodiaco avverso
la tua faccia è una mappa di nei e ferite stantie
se fossi un microscopio ti assaporerei dentro
porto occhiali spessi ma non abbastanza
per toccarti nei luoghi che non esistono
dici
che le tue mani dipendono
invece
dalla tua volontà notturna
o mattutina
con i fiati pesanti e la sveglia posposta fino alla nausea
le nausee dici
quand’è che ti vengono
quand’è che si rimane gravidi qui
dove trent’anni sono troppi
e troppo pochi
per rimediare o galleggiare


It’s over

nelle case degli altri nascono nuove famiglie
si guardano film western mangiando spaghetti sconditi
a un volume altissimo che rende insonni
a letto i talloni sconfinano perdendosi nel vuoto
i bambini piangono come una vendetta
le tette creano silenzio per un po’
sono una promessa
come le stelle di Natale superstiti
sui davanzali storti e pericolosi
si sparge nostalgia in un vento caldo
e una ninna nanna elettronica si alza dalle casse di una macchina
It’s over, it’s over again
ma quand’è che finisce veramente?


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