Eleonora Santamaria, Gli spietati

Eleonora Santamaria (1993), nasce al centro del mare di Salerno. La madre le dice che nella vita può fare grandi cose, quindi instaura una relazione con Vito, un leone marino di duecento chili, ma fa un buco nell’acqua. Col tempo, impara a coltivare il terrore per le biografie, la serenità e il formaggio. Per questo si laurea all’Università di Chieti in filosofia e canta in una band rockabilly, i Tenero Terrore, appunto. Con Chieti e il rockabilly, sforacchia di nuovo l’acqua e decide di trasferirsi a Roma. Lì, frequenta l’accademia di arte drammatica Acting, cambia colore di capelli, scrive sceneggiature, insegna ai bambini l’inglese e loro le insegnano varie canzoni massoniche. Incontra un uomo su un lago e l’acqua dei laghi non si può bucare. Nel 2017 pubblica Un manichino elegante (L’Erudita)
e nel 2019 Gli spietati (Edizioni La Gru).


Il principio era il Caos


Ma se posso essere
vestale
Se posso sentire
passi antichi
Sussurrare indietro
i secondi
Se posso
Allora Caos è
famiglia
Caos è casa
è sentire che non
svanisci
anche se sei sotto
la Terra
è sapere che non
abbiamo perso
tempo
che non è più
tardi, amore mio.


Afrodite

Il mio corpo è un tempio
Dice, un tempio?
Sì, un tempio
La città è al fuoco
ma il tempio resiste
Sì, resiste
Le sacerdotesse
sono scappate
dove?
via
E sopra piove
E sotto c’è il fuoco
E il tempio resiste
La terra si apre
Le colonne si piegano
Il tempio resiste
sull’altare lascio
Cosa?
Lascio che sono fiera
Fiera del tempio
della città al fuoco
e alla pioggia,
fiera del posto
senza sacerdotesse.
Del tempio,
sono fiera,
con le colonne che
si spostano
per far aprire la terra.
Il mio corpo
è un tempio che resiste.


Persefone

Alle sei, mi son sentita
un pochino felice
un pochino
quel tanto per sorridere
alla donna con la fronte a colline,
per toccare il naso dell’uomo liscio,
per far due minuscoli
saltelli che non sei sicuro
di aver visto e
non li vedi se piove.
Quel tanto per sperare
che una grotta
con i silenzi ovunque
e le parole attorno
e il tuo nome scritto
dentro i pilastri
esiste, sì, esiste
e quasi leggi
le tracce per entrare.
Alle sei, mi son sentita
un pochino felice
un pochino
quel tanto per fermarmi
sui gradini e
piangere
Piangere un pochino


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