“I senza sonno” di Andrea Bassani


Si dice che Fernando Pessoa, il celebre scrittore portoghese, evitò il suicidio grazie alla creazione del Barone di Teive, uno dei suoi tanti eteronimi, intellettuale aspro e uomo avaro che accetta di porre fine alla propria esistenza. Pessoa fece trasmigrare la variante del suicidio dal suo destino a quello del Barone di Teive. Morte del Barone, vita per Pessoa. Lo scrittore portoghese si è così servito della sua arte e di un suo personaggio letterario per salvarsi la vita, per liberarsi dall tarlo terribile di regalarsi la morte: crea il Barone di Teive e lo sacrifica; crea il Barone di Teive, gli trasferisce la sua ossessione e se ne libera. Il Barone si uccide e Pessoa non pensa più al suicidio. L’incubo è finito.

Talvolta l’artista non sa quel che crea, conosce solo il suo intento, la sua necessità di creare, ma non sa fino a che punto sia realizzabile e concretizzabile il suo progetto. È la sua fede che dà vita alla creatura, che insuffla la luce nell’opera e sembra conferirle uno spirito, una vita autonoma. Dunque, nella necessità di liberarmi dall’insonnia, in una notte come tante è nato il mio primo “senza sonno”.

Io li disegno e loro mi fanno compagnia, la notte. Io li disegno e loro mi dicono “dormi, vegliamo noi per te, terremo noi gli occhi aperti. Ora puoi chiudere i tuoi”. Allora io li metto tutti intorno al letto, mi stendo e mi addormento, sereno. La mattina mi sveglio e loro sono lì, con quegli occhi grandi che mi guardano, ancora pieni di energia nonostante la notte in bianco. Non dormono per me, perché possa dormire io. E io li ringrazio, i miei “senza sonno”.


Andrea Bassani nasce a Bergamo nel 1980. A diciannove anni, insieme a un gruppo di amici, costituisce una blues band della quale è cantante e si esibisce in locali notturni lombardi. A ventitré anni compone i primi versi e si avvicina con interesse al mondo della letteratura. A ventisei anni stampa la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Amore Androgeno” (Edizioni d’arte Imedea). Per Alberto Casiraghy pubblica la plaquette “Mare” (Pulcinoelefante) con un disegno di Giacomo Pellegrini. Incontra la poetessa milanese Alda Merini, nel suo appartamento sui Navigli, alla quale sottopone i suoi scritti. Durante un secondo incontro la stessa poetessa lo invita a proseguire sulla strada della versificazione con più alte ambizioni. Nel 2007, in seguito a un’importante conversione spirituale, lascia famiglia, amici, lavoro e si trasferisce a Pistoia.
Trascorre cinque anni d’inattività artistica durante i quali si dedica allo studio delle filosofie orientali e al volontariato. Solo nel 2013, a seguito dell’incontro col prof. Ernesto Marchese, relatore di una serie di conferenze sulla poesia classica e contemporanea, ricomincia a scrivere. Il suo “Cantico della Bellezza” viene letto nelle sale affrescate del comune di Pistoia dalla compagnia teatrale “Il Rubino”.
Una sua silloge tratta dal poema “Lechitiel” è pubblicata e recensita dalla poetessa Maria Grazia Calandrone sulla rivista internazionale “Poesia” del Febbraio 2016 (n°312). Otto inediti vengono pubblicati su Nazione Indiana. Riceve due lettere di critica positiva dal Cardinale Gianfranco Ravasi. Pubblica nel 2016 per “Terra d’Ulivi edizioni” il poema “Lechitiel”, apprezzato anche in Francia tanto da essere inserito nel prestigioso catalogo della Biblioteca del Centro Pompidou di Parigi. Partecipa a reading letterari e collabora con importanti personalità della letteratura contemporanea. Alcune sue poesie si possono ascoltare su canali youtube. Parallelo e altrettanto vissuto come espressione poetica è il suo percorso pittorico. Ha scritto di lui Bernard Tiburce (Bibliotecario del Centro Pompidou di Parigi) e il Prof. Clemente Francavilla (Docente di Teoria della percezione visiva e Psicologia della forma, Accademia di Belle Arti di Bari). Ha ricevuto un giudizio positivo dal critico d’arte Gian Ruggero Manzoni. La sua opera “Il Profeta” è stata collocata presso il Museo sacello di Sant’Egidio della Chiesa San Pasquale Baylòn di Taranto.
Nel Dicembre 2017 la commissione della Rivista Internazionale “Vesalius. Journal of the International Society for the History of Medicine” sceglie il disegno “Gli occhi di Vesalius” per la copertina del Vol.XXIII, N°.2. L’opera “Gli occhi di Vesalius” è in esposizione permanente nell’Archivio Tematico Museale per la Storia delle Arti Sanitarie (ARTEMAS) del Policlinico di Bari. Nominato giurato per la prima edizione (2017) del premio di poesia Maria Maddalena Morelli “Corilla Olimpica” città di Pistoia insieme ad Ernesto Marchese, Matteo Mazzone, Marco Marchi, Gabriella Grande, Giacomo Trinci, Antonella di Tommaso. Nel 2017 una sua biografia e alcune poesie tratte da “Lechitiel” compaiono nell’antologia poetica rumena “Poezia”, tradotte dalla poetessa Eliza Macadan. Nel Febbraio 2018 pubblica la plaquette “Sia poesia” per “Il ragazzo innocuo editore” di Luciano Ragozzino: 50 copie autografate contenenti sei poesie e un’incisione originale. Nel Settembre 2018 pubblica “la castità” (Ensemble), nella nuova collana “Leontopodium” per cui realizza il logo.
 

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