Giovanni Sepe, Poesie Inedite


Morirò in piedi
sulla quiete dei fiori
in questa terra di veleni
resterò un oltre
come una statua.
Morirò in un posto che mi vorrà
per sempre
nei venti che avranno voce
se mai ne avrò
tra i fiori.

*

Così si diventa poeti annusando
la vita dei morti e quel che si cela
dietro le parole aperte a vela
e taluna volta morendo
di una morte chiassosa
per l’ultima volta prima dell’ultima.
Così si diventa poeti con gli occhi
assonnati di notte per l’intero giorno
l’ultima volta prima dell’ultima.

*

Mi abbandono
alla solitudine delle cose
così incuranti
da far bene.
Non chiedono le cose
della morte che mi attira
e del volergli somigliare.
Non chiedo alle cose
che un posto tra esse
come acqua nell’acqua.

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