Simone Sanseverinati – Il viaggio di chi soffia

Simone Sanseverinati, 27 anni, è laureato alla facoltà di Lettere, indirizzo Storico, presso l’Università degli Studi di Macerata. Suoi testi poetici sono apparsi sul quotidiano «La Repubblica» e online su Poetarum Silva, Arcipelago Itaca blo-mag, Carteggi Letterari, Inchiostro e il laboratorio di Grenouille. Vincitore nel 2016 del 1° concorso Nazionale “Poiesis-Under 35”, e nello stesso anno finalista al concorso internazionale di poesia dedicato a P.B. Shelley, negli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti: 3° classificato al Concorso Letterario “Ah… Che Primavera” (2015), 3° al premio letterario “Il Tempo della Poesia” (2016), finalista al concorso internazionale di poesia “Pensare scrivere amare” (2018). Ha pubblicato le raccolte “Interviste” (Memoranda, 2017), “45 battiti di cuore” (Le Mezzelane, 2018) e la novella “Dentikit” (Santelli, 2018).

La poesia porta sfortuna

La poesia porta sfortuna
perché un calice vuoto vacilla
come il mare che obbedisce alla luna
non sfalda gli eventi
non disperde denaro,
se la fortuna trasporta il caso
la poesia porta sfortuna,
la solitudine di parole grezze
di una carcassa molle che deve
assolutamente essere smembrata
e divorata per non divenire putrido rimorso.
È sfortuna, separa la carne
infuria un diario d’amore nella savana nuda
un luogo nascosto dove chi scrive
perdona.

*

Malinteso


Se trovassi,
avrei il giusto verbo per iniziare
l’oliva non cadrebbe nelle pozze
e forse vibrerei nel sentimento
come il manico di un ombrello.
Restano i cedimenti
oasi nel deserto di un letto,
contrari e sinonimi si specchiano nella collera
anch’essi lontani dal verso.
Rumoreggiano i corvi:
loschi interpreti della pazienza
alleati volanti del malinteso.

*

Un’ora dal tramonto

Fermate il tempo a un’ora dal tramonto
quando ancora la strada mostra la superbia del giorno
fermate il cielo e le tinte balsamiche
che si spezzano solo di fronte alla notte
fermate la freschezza, lei organizza
cosche adibite al contrabbando di quiete
fermate gli anziani e i loro ricordi
infarciti dalla prassi di un buongiorno
fermate le volpi, le loro zampe furtive sono
tessere di un mosaico orange
fermate i discorsi, a un’ora dal tramonto
non servono poltrone parlamentari.
Fermatevi,
che la bellezza segua il buio.

Pubblicato da Il Visionario

Il Visionario è un Blog di Poesia nato nel 2019 e diretto da Lorenzo Mele.

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