Con tristezza
scorgervi
allegri del nulla

ostentando
lo sgabello su cui state in piedi
al di sopra di tutto

dal basso guardo,
mi accorgo e struggo:
al di sopra di voi

un capestro.

Comodi e paghi su di uno scanno,
o meglio dire, su di un cappio in legno.

*

La putrescenza dei sensi
sul talamo in polistirolo:

un fallo collerico
raschia le pareti, sordo.

L’imeneo, come un rintocco,
intona una svendita
ma
la voce virginea
lo accompagna cadenzando
compiaciuta

*

L’amore che
ti soffierò tra i capelli
sarà una preghiera
al plenilunio

e se io ti avessi tra le dita
non esisterebbe alba
capace di sorgere
a lavare via
i nostri peccati.

4 pensieri riguardo “Gloria Riggio, La stagione del dubbio

  1. Complimenti, una giovanissima poetessa che nel comporre denota una bella maturità espressiva e una ricerca lessicale notevolmente raffinata. Ho apprezzato molto lo stile asciutto e molto denso, davvero nelle mie corde. Bravissima, complimenti.

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