Eleuterio Tosco – Poesie Inedite

I

Vegliardo, cosa cerchi? Vedo solo
un’adolescenza sconsacrata e fiori
divelti dalla luce che avviluppi
al pube, mentre soffoco ingerendo
polvere di anemia esistenziale:
le vene che serpeggiano su queste
braccia ora t’appartengono. Vegliardo
mi duole l’utero a sentirti dentro
queste ossa querule, dentro quest’arte
spezzata come il sospiro che covo
e poi divulgo al mondo quando erompo
in clangore. Vegliardo, cosa cerchi
in questo tempio flesso?
Me stesso. E tu? L’abbraccio
sempre temuto: tomba.

*

II

È sempre tardi per fingermi forte
quando la notte brandisce menzogne:
tu non hai cinquant’anni
io non sono
clangore di latrato che prorompe
quando le cosce diventano bisce
e mi spalanchi — in nenie e litanie —
per poi berciare empie preci: se posso
fare qualcosa, dimmelo. Strozzarti
e non parlare più.

*

III

E non parlasti più per davvero: l’eco
delle spinte empie di vita seduce
i silenzi riflessi negli specchi
sfregiati in cui mi svuoto la mattina
e in cui si annida il tempio del dolore:
quell’ossario di pianti non è mio.

Pubblicato da Il Visionario

Il Visionario è un Blog di Poesia nato nel 2019 e diretto da Lorenzo Mele.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: