Mariangela gualtieri, Quando non morivo

Vieni nel mio pensiero, fiore!
Mettiti al centro. Io vedo te.
Ti vedo. Prendi la vita modesta
della mente. Occupa la camera centrale –
che scompaia il tic tac assillante.
Ti vedo, fiore! Entro nel tuo enigma.
Io mi riposo in te che sei guanciale
e camera celeste per nuotare
dentro la luce e sminuire
fino alla pezzatura dell’insetto –
e immobile accollarsi quel tuo mare
di particelle con odore. O nel tuo
abbeverare la bellezza nel suo contorno
di polveri. Fiore – nient’altro c’è
terrestre come te che prometta
un paradiso. Nient’ altro come te
s’è preso simile impronta
d’un mondo oltre il mondo
e con tremore annuncia
un lato spalancato
il perfetto infinito presente
del fiorire.

(Quando non morivo, Einaudi, 2019)