Lorenzo Rotella, inediti e nota di lettura di F. Buonomo

Revolution

Conosciamo il male.
Non proviamo il bene.
Siamo la sincope dell’evoluzione.

La generazione
che lascerà agli altri
il bene da fare
perché saremo il modello
di cosa non abbiamo fatto.

Siamo il vuoto da riempiere.
Quello che resti minuti
lunghi secoli
sdraiato a pensare al niente.

La noia ti dice cosa vuoi.
I legami ti dicono cosa devi.
L’angoscia ti dice che non puoi.

Quel vuoto da colmare
si riempirà del bene
di chi verrà portando
soluzioni libere
dalla follia oscura degli uomini.

Quei chiunque e nessuno
saranno migliori.

Più presuntuosi di noi
ma col rispetto e l’adorazione
degli animali
davanti all’alba.

*

Il santo delle parole

Il mio cuore prosaico
favella parole
come sale marino,
scolpite sul marmo
nel deserto notturno.
Pastore, uso le bestie
per sentirmi umano
e sopravvivere
da lupo affamato.

Distruggo.

Non è il tempo a fermarmi.
Non è il cielo il mio limite.
Non è il giudizio a ostacolarmi.
È la mia umana natura.

Sarò il corpo
che mai arreso
lima le sbarre
della gabbia.

Lupo nella tundra invernale.
Vermi nei giorni di pioggia.
Capisco quant’è ostile casa mia.


Nota di lettura
di Felicia Buonomo

I testi di Lorenzo Rotella colpiscono. Denotano, nonostante la “condizione” dell’esordiente, una certa benvoluta maturità stilistica e terminologica. Si intravede nella filigrana dei suoi versi una certa padronanza con la parola, anche poetica. In alcuni tratti i richiami operati dall’autore hanno anche un sapore che precede lo stile contemporaneo. Rotella lavora bene – e sembra promettere al lettore possa fare anche meglio – con le immagini, la caratteristica prima e imprescindibile della poesia. Pensiamo al passo in cui l’autore ci dice: «capisco quant’è ostile casa mia», a cui l’autore ci fa arrivare passando per l’esplorazione di condizioni interiori che ci accomunano. L’autore ha un potenziale alto. Sa parlare, dire a quel noi in cui si riconosciamo, senza mai rinunciare al sé che guarda, sente ed elabora, per mezzo del linguaggio poetico. Rotella sa farci avanzare. Ed è quello che auguriamo alla sua poetica.