Francesco Nikzad | Non scomodiamo Baudelaire | Poesie Inedite

Bevo tutti i giorni
e provo a smettere uno su due,
innaffio la tua rosa
asciugo la rugiada sottile
che versano i tuoi occhi,
lavo la coscienza tre volte a settimana
cammino molto
e torno sempre nell’identico punto.
Faccio salti nel mio vuoto interiore
tengo in forma questi demoni,
abbasso la guardia
mi arrendo a te.
Odio questo splendido cielo azzurro
odio il mare,
odio le mie parole,
odio tutto quello che siamo
e invece si perde nei potrebbe.
Aspetto sempre la notte,
questo piccolo scherzo che ci ha fatto la vita,
quando arriva il parossismo della passione
e non riusciamo a dormire,
perché ci ritroviamo a soffrire
o stiamo facendo l’amore.

*


Soffiami l’estasi nei polmoni,
baciami le ossa
e rimetti in piedi
questa carcassa d’uomo.
Schiantami
in un frontale di corpi,
e come polvere di vetro
ce ne andremo a passeggio
leggeri e luminosi
nel tramestio dei nostri guai.

*

Oggi ci siamo svegliati presto
abbiamo rifatto il letto,
poi ci siamo tuffati nuovamente
nell’abbraccio
e nelle lenzuola stropicciate.
Siamo andati alle saline
ti ho portata a vedere i fenicotteri,
ti ho portata con me
ovunque,
il romanticismo è una calamità
se non ha una dimora.
Gli ulivi fioriscono in questo periodo,
dove incontrarsi se io sono l’alba
e tu sei vestita del blu della notte?
Prendimi nel mezzo, su questa carta
fai morire d’amore questo disastro di poeta
così tu vivrai per sempre.

Anteprima Editoriale