Gianni Marcantoni | Istante | Poesia inedita

ISTANTE

Lascia che il sonno mi penetri,
mi farò trovare limpido nella notte tiepida
a guardare le ombre oltre la finestra.
Il confine del giorno è ben altro,
attenua su di me un calvario lento.
Non sarebbe mancato molto,
dalla fessura infiammata dello sguardo
usciva un fumo senza tempo,
l’edera cresciuta attorno alla pietra
avrebbe danzato con me l’ultimo lento.

Fammi uscire di qui
con la forza di un’onda pietosa;
neve all’alba che fra le piante scurisce e riposa,
fluido rivoltante che si mischia alle pozzanghere.
Ma niente è così come noi ora,
luce come un mosto che fermenta e deteriora
giocando con i fili neri attorcigliati fra le mani.