Claudio Damiani | Endimione | Poesia edita

Di ansia sono fatto io, e non poso il capo
come questi tronchi sopra la terra solida
o come queste fronde posano quiete nell’aria.
Guarda queste foglie, come sono tenere
e questi baci che gli vorresti dare
sopra le care pagine, e di loro
ti vorresti fare una veste per ballare
o una coperta di vita verde in cui avvolgerti e cantare.

*
Tutti si muovono, vanno su, vanno giù,
fanno questo, fanno quest’altro
e chi sono io? e chi sei tu?
tu invece non facevi niente
stavi lì ferma, seduta
e soltanto sorridevi.

*
E poi volevo dirti anche un’altra cosa:
poiché siamo tutti in questo magma di fuoco
attaccati l’uno all’altro, di una sola sostanza,
anche il peggiore nemico è tutt’uno con te
e tutto il tempo, senza saperlo, gli dai la mano,
e anche un’altra cosa voglio dirti, le donne più belle,
quelle inarrivabili, inavvicinabili, eteree,
anche se non sembra le baci tutti i giorni,
tutte le notti, senza saperlo, le abbracci.