Mariapia L. Crisafulli | Come un’odissea | Poesie Edite

Come un’odissea, Macabor, 2019

Insonnia

È tardi,
molto tardi.
È quasi presto.
La luna sta voltando faccia
e io dovrei già dormire,
sognare,
aver chiuso le porte e le finestre.
Ma sono sveglia,
vigile;
inseguo stelle e perdo passi.
Mi piace fare a pugni con la vita.

*

Il tuo profilo,

lo vedevo mentre scendevi le scale;
mentre io stavo nascosta dietro la porta
socchiusa dell’androne.
La tua ombra sorrideva,
la scorgevo sul muro:
vedevo le sue labbra contrarsi
e le guance -e gli zigomi- che si
districavano.
Ora non guardo più nessun profilo,
nessuna ombra si riflette
al clic della luce.

Quanta vernice nuda
tutt’intorno.

*

L’epitaffio di Ananke

Anche il per sempre è fatto da attimi:
non lo sai?
Tu che speri nel momento eterno,
guarda intorno a te ogni ossimoro
e ogni contrario
che uniformano la realtà.
Tu che vivi nel futuro e nel passato,
saltellando sul presente che sta davanti o dietro
la tua ombra,
ti chiedi mai cos’è il tempo?
Ci pensi mai che la tua vita -forse- tua non è;
che il tuo destino -forse- non sei tu?

Ama il mondo,
lo stesso che distruggi.
Ringrazia la terra,
quella che rinneghi.
Confida nel domani,
ch’esso sia presente, passato o futuro.
Poniti domande senza cercare risposte;
onora leggi che guidino il tuo spirito.
Cedi all’istinto, alla ragione e al sentimento
quali fossero la stessa cosa.
E cerca di essere, non limitarti a esistere:
fa’ di te stesso ciò che la tua anima
preme a diventare.

Solo così non sarai vivo
ma vivrai.