Paolo Gulfi | Trittico alchemico | Poesie inedite

Transazione dell’achilìa

trema il sangue, la trama inerte
ed è il sentiero
a radunare le secreta cose
divenute rogna, gogna o dongióne
nell’estrudere la carne.

“La poesia non è
quel miracolo sognante
in luogo d’io impernato su parole
né la sillaba murea, glossa e tensione
sopraggiunta sul finale.

E’ la fibra
che scuce l’inveire.
E’ il teatro a restituire
fiamme.”

(ribosoma libero nel citoplasma magnamatico)

che poi è lo sfrutto
carico di stagione
la dondola, gioco di proteine.

*

Gravità

Non saprò del limite
del perderti
nel sonno delle parole inumate
né di come
l’alchimia delle farfalle ventricolari
mi usciranno di bocca
come sputi e preghiere.

Ma se il cadere
non fosse la sfera ridente
del già a venire
nel sogno eclettico
di un parto stellare
allora l’arridere sarebbe il mistero
alienato al caso
di perle e pompini nel vuoto
e non il gioco
che ha l’acqua indefessa
di cui la lena spurga la gromma
dell’alleanza
di muschi e licheni
flocculazioni microbiche
impure e stallate
pronte ad attendere
sul limbo delle rughe
la vecchiaia
asciugarci le natiche.

Non più riparati
da nobili fastìgi
ogiva protettile!

___

E se al luminare
la catena delle ore
mi terrà consunto
al limitare della sera

farò della creta
pietrāngolo
pietra e angolo

segno da imprimere
alla corsa del tempo.

*

Transumanza

Non vi è nulla
oltre lo specchio
dell’arteria.
Gruma la polvere
sulla coscienza
appresa.

Dalla distanza
del canovaccio
l’iride vessato
nella facezia
di chi contempla
la direzione.

Transumanza di libertà in divenire.