Tu non dismetti mai le cose | Giulia Fuso | Poesia Edita

Tu non dismetti mai le cose

Tu non dismetti mai le cose
che sia acrilico o lana merinos,
ti sfili gli strati pedante
come una cipolla cruda
che elimina l’eccesso
dei colori accesi
che fanno baccano.
E rimani viola, digeribile
in queste quattro mura pulite
dalla polvere e dalla norma;
non è Las Vegas qui tra le tue mani.
Pieghi il dismesso gesto a gesto
ogni manica ha uno spazio
destinato al suo ingombro
e ogni ingombro ha un luogo
dove trova casa lo spazio
che quel cotone abbigliato
ha richiesto per esistere.

*

Clochard

Io non sono fatta per niente
che abbia un letto.
Una stuoia, una cuccia
un riparo sfortunato
questo mi basta
affinché non gocciolino
i pensieri sopra la testa.
Basta non stia comoda
questa spina dorsale
che dove mi sento agevole
io tendo spesso a morire.

*

Solitude

La solitudine in questo divano
è un telo avana, sgualcito
dove sento le voci di tutti
ma cerco la tua,
con grande dovizia.
Non trovo te
e metto il bambù
al piccolo rampicante
che si appiglia ovunque, stordito;
Come me.

*

Quello che ti pare

Ah, la mélancolie.
Le noci da aprire a coppia
le dita cotte dall’acqua
tutte quelle rughe in punta
ma senza la vecchiaia
ed i tuoi piedi addosso
ad ogni mia cosa animata.

*

Senza calzini

La mano sinistra aveva
la pretesa di restare, e tesa,
stava cercando il nodo esatto
per il punto erba, fatto a cotone.
Non ho problemi al piede
non corro perché mi lego
alla lentezza delle cose;
visto da qui, tutto è poco sano
non spazzo i peli che fanno i grumi
non sposto le briciole che fanno pane.
Fammi la grazia, aprimi la testa
e togli tutte le formichine.