In questa silloge ho trovato poesia vera, intensa, coinvolgente.
Cosa sia la “poesia vera” è difficile a dirsi, io l’ho pensato leggendo “L’istinto altrove” perché in questi versi l’autrice lascia andare l’istinto poetico che ha ricevuto in dono e ha poi coltivato con passione in un viaggio senza meta durante il quale ha imparato a guardarsi attorno con occhi nuovi cogliendo coincidenze, corrispondenze e connessioni originali e profonde. Le sue poesie ci accompagnano in un viaggio immaginario che ha come punto di partenza e di arrivo l’amore, nelle sue rivelazioni quotidiane concrete, fatte di corpo e di sensi all’erta, che è carne e insieme luce, speranza, ragione di vita.
Il titolo contiene due parole chiave: una è istinto e l’altra è altrove.
Il poeta è sempre altrove. Anzi, è sempre presente e prende ispirazione dal reale ma poi si eleva, va oltre. Ed è quello che sa fare la Zanarella: sa oltrepassare il limite grazie al suo istinto poetico e all’eccezionale capacità di fare scelte stilistiche e lessicali originali, sempre armoniose e musicali, mettendo in luce di ogni argomento che affronta aspetti inconsueti, mai banali, che rimandano alle radici più profonde, portandole allo scoperto. L’approccio è concreto, è una lente d’ingrandimento sul dettaglio che sempre, per misteriosi sentieri, rimanda all’essenziale. Apro parole come finestre, sono parole sostanziate dal calore dell’anima che diventano un inno all’amore, un sentimento che non si esaurisce in un rapporto a due, ma sa prendere il volo e abbracciare ogni essere vivente, ogni cosa e la natura; un amore nel senso più ampio del termine, universale.
Le poesie di questa raccolta sono fortemente declinate al femminile, mostrano una sensibilità che parte dal corporeo e sa valorizzare la Natura, sempre presente:
Il cielo vuole diventare mare…, all’orizzonte sono una cosa sola, indistinta, indifferenziata.
Non è solo il cielo/ ad occuparsi di noi/ c’è il miracolo della vita/che ritorna/ ed è tutto un disegno perfetto/pari ad un’eco dolce di mare
La Natura sembra voler partecipare alle vicende umane e interviene per aiutarci a comprendere l’amore:
e mi sono presa tutto il cielo/ per ascoltarti l’anima con gli occhi
c’è il sacro bagliore del sole/ che ci unisce come onde mosse dal vento.
Nella stessa lirica, questi bellissimi versi dove l’oggetto d’amore assomiglia ad una luce (e tutto fa supporre che sia luce, fonte di vita e di gioia…)
ti apro le porte delle mie ciglia/ dove intravedo una luce che ti assomiglia
Immaginiamo la scena di un risveglio; allo stesso modo compaiono davanti agli occhi tante altre vivide immagini mentre leggiamo.
Alcuni esempi:
Proveremo a scavalcarci le labbra

Adesso parlano gli occhi/ che fanno più rumore del vento
……..affacciàti/ sul mondo/ guancia a guancia
basta anche un semplice orizzonte/ visto insieme da lontano/per sentirsi parte dello stesso sogno
Certamente l’amore è un tema difficile da affrontare con le parole, per questo motivo, per esprimersi, ha bisogno di silenzi condivisi.
La parola silenzio ricorre frequentemente in queste poesie. L’autrice, che tanto ama le parole, sente il bisogno di esaltare il valore del silenzio, che non è mancanza di parole ma spazio necessario per recuperare il senso profondo del pensiero. E’ nel silenzio che segue le parole che si trova la capacità di comprensione. L’amore si dice in silenzio, non si urla; non si esibisce, si dona. E’ il silenzio che avvalora, che ci accompagna e, come la poesia, per misteriose magie, ci aiuta ad aprire finestre sul mondo esterno e su quello interiore, per un viaggio fatto di partenze e ritorni senza mete stabilite, alla ricerca di senso, di equilibrio e di armonie.
Il silenzio chiede ascolto
Mandami ancora il tuo silenzio/ come fosse luce del mattino/o vento di un timido autunno/ed io capirò cosa vuoi dirmi.
…i tuoi silenzi/ li considero come pietre rare.
“dentro di noi non fa silenzio il sangue
“ amo spogliare il mio cuore/ e lasciare il mio profumo/a chi sa prendersi cura/ del mio silenzio/a chi sa guardarmi negli occhi/senza disperdere l’infinito/che mi porto dentro.”


In questa silloge è sempre presente una grande sinergia fra significante e significato. Nell’introduzione di Dacia Maraini, viene messo in rilievo che è il suono delle parole a svelare il loro significato più nascosto e più vero. I versi hanno sempre un ritmo disteso, sono freschi e puliti, sanno valorizzare le magie e le meraviglie della vita e dell’amore. Sulle inquietudini che emergono dal turbinio interiore, hanno il sopravvento considerazioni positive, per questo la lettura di questi versi è anche rasserenante.
La poesia di Michela Zanarella è ricca di lirismo, intensa e profonda. Sa stupire e creare coinvolgimento emotivo.
“L’istinto altrove” è un libro che lascia il segno. Da leggere e rileggere.

Luciana Raggi

Guardo una stagione
accorciare i giorni
e cambiare i colori delle foglie.
Tra l’aria che spoglia
i primi timori di pioggia
il sole resiste oltre le nuvole.