Federica Gallotta | nell’antologia del possibile | Poesia inedita

Come sarebbe la mia vita se non fosse questa
vita ma altre mie vite non vissute, o vissute
altrove. Come felice sarei, o infelice, se
non vivessi la mia vita ma qualche altra
vita che esiste e c’è, se non esiste
questa, la mia. Ma chi ha deciso
nell’antologia del possibile
che fosse proprio questa
e non un’altra, dove io
magari non ci sono
nemmeno.

*

Rimanere sotto la doccia, pensare
di rimanerci in eterno.
È una stipsi del cervello: trattenere
tutto ciò che va in tilt possibilmente
non lasciarlo andare, lasciarlo
ristagnare. Nella stasi credibile ma che
fa male: l’alternativa non c’è, in caso
una statua in ginocchio sul filo del rasoio.

*

Disfatta nella forma qua – aspetto
sono liquido: miscuglio decoroso, mi adatto
a ogni tua richiesta, sono ancella: alla pigrizia
di fine giornata – lavoro affanno o scocciatura tua.
Ti avvolgo: mi faccio coperta placenta e dissolvo
sto zitta. Approfitta: sono i giorni della muta
il corpo molle e delicato, malleabile scorza.


Domani tornerà la forza, le chele che attanagliano.
Sconfiggerò il leone.