Favole di una Pandemia e Panacea: Tra poesia e immagine

Eleonora Santamaria (Scrittrice), Vittoria Orilia (Editor) e Micol Fontana (Illustratrice), impotenti in questo periodo di quarantena, hanno deciso di dare vita a Favole di una pandemia, un progetto editoriale autoprodotto fatto di poesia e immagini e di donare gli introiti alla Croce Rossa italiana.

IL LIBRO RACCONTATO DAGLI AUTORI

Ciò che è avvenuto in questo periodo unico, le storie che sono nate, andavano raccontate. Si tratta di favole, antiche e inverosimili tanto da essere vere. Ogni favola della raccolta è ispirato a una notizia letta sul giornale durante il periodo in cui la pandemia ha rinchiuso tutti in casa. La reclusione ci ha portato a cercare lo scheletro di ciò che siamo e di ciò che ci tiene in vita, ha fatto venire a galla istinti e colpe ma ci ha anche reso parte di qualcosa che non sapremmo definire. Siamo parte, come la meraviglia fa parte del buio; queste storie vere hanno cercato di dimostrarlo. In questa condizione, siamo chiamati a sostenere e sostenerci; per questo, l’intero ricavato dalla pubblicazione dell’ebook sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana e ai suoi progetti per il supporto psicologico e la lotta contro il virus. Il libro è acquistabile qui.


E’ inoltre uscito il libro “Panacea. Al di là dell’abisso“,anche questo un progetto autopubblicato, composto da poesie scritte da Davide Uria e illustrazioni realizzate da Mariateresa Quercia.


IL LIBRO RACCONTATO DAGLI AUTORI

Il testo nasce dal desiderio di provare a raccontare, attraverso disegni e parole, la quotidianità, gli stati d’animo, le paure e le angosce vissute ai tempi del Coronavirus. Un evento che ha stravolto la vita di tutti gli esseri umani, rendendoli consapevoli della propria vulnerabilità e anche della propria condizione di precarietà.
Le poesie e le immagini, contenute in questo libro, sono il riflesso di questa situazione: le ore che non passano, la gente imbavagliata, nessuno che chiacchiera, che si abbraccia, nessuna stretta di mano, silenzi. Ma sono anche versi e illustrazioni di speranza, che guardano oltre questo momento così complicato, al di là dell’abisso, appunto.
Il titolo del progetto si riferisce a Panacea, personaggio della mitologia greca, dea e personificazione della “guarigione universale e onnipotente”. Si diceva, infatti, che Panacea avesse una pozione con cui poteva curare tutti i malati. La parola è utilizzata, oggi, per indicare qualcosa in grado di risolvere un problema molto complicato.

Vorrei volare
ma non posso,
non ho ali
e quattro mura
restano sempre
quattro mura.

Ti saluto
dalla mia finestra,
ed è tutto quello
che posso fare.

E’ come finire
in trappola
in una ragnatela
dove le mie parole
diventano fili
che misurano
la distanza
tra me, te,
e il mondo.

il libro è acquistabile qui