Io volevo la guerra
Lingue di avvocati e barbe di demoni
a contrastarmi le viscere

E invece qualcuno in dono mi ha portato
Sterili trattati con cui ingioiellare
questa Pace Infondata

Che fregatura
A me piaceva schivare lance e
perdere sempre.

*

Era morbida la maglia dei tuoi
orgasmi
Materassi sui
quali saltare
Lenzuola fresche
Deboli trapezi
Le tue gambe da
spogliare.

*

Terremoto

È grave dottore?
Scricchiolo.

Sono una credenza tarlata
Nell’incavo di altre clavicole.
Ginocchia scordate
Pavimento invecchiato
Corteccia che pende
da parabole alberate.
Sono diventata
Furia verticale

Affogo dentro
gradini di marmo.
Guardo insistente
Il contatore della luce.
Dammi un segno.
L’hai sempre fatto.

È grave dottore?
La terra trema anche
quan
Do stiamo fermi.
La tua casa ha crepe
sot
Tilissime appese
Ai suoi solai
Le indossa come
Gioielli
Le mura balbettano
mat
toni.
Sputano
Convulsioni

I tuoi occhi pensano
Interruttori
In fase REM

I tuoi occhi pesano
Dentro il liquido amniotico
Nel ventre del mio cuore

Mi tre
Mano le ore.

Ho cucito pupille
Sulla mia lingua
Papille
Sulle mie ciglia

Per sentire
Il nuovo, il vecchio
Il diverso. Il perverso.

La sua diagnosi, dottore?
È grave, indubbiamente

Son gli spilli e
Sono i muri

Che oggi
come ieri
Fermano
il presente.