La Porto Seguro Editore ha pubblicato nel mese di marzo la raccolta di poesie I percorsi dell’ignoranza, opera prima di Lucia Lo Cascio.
La raccolta si muove in perfetto equilibrio tra intrattenimento e qualcosa che si avvicina a una preghiera, che ti prende come un nodo alla gola per condurti al di là di te.
Si tratta di un libro che ha un’anima, è una scrittura illuminata anche quando vuole essere divertente, pure se alcune poesie, quelle dell’ultima parte, sono ironiche, non è un umorismo vuoto, fine a se stesso, tende piuttosto a muovere una riflessione, seppure con il sorriso sulle labbra.
la poesie viaggiano tra avidità d’amore (umano o divino che sia) e brama di vita.
È divertente per la sua miscela di improbabilità e verità.
Durante la lettura, si ha la sensazione che il poema stia germogliando, preparandosi a sbocciare nell’ultima riga: si apre con un personaggio biblico, Salomè, che chiede l’amore pronta, però, a sacrificarlo subito dopo; si chiude con l’aspirazione a un paradiso molto particolare dove i demoni inseguono le anime beate per baciarle.
Dal sacrificio al riso e in mezzo, la vita con le sue passioni, i suoi turbamenti, gli amori, i dolori, la gioia…
Lo Cascio rompe dei tabù, non si censura mai: le sue materie sono quelle che la poesia ignora, come quando in 2017: Preghiera, chiede a un Dio molto umano, la compagnia di un uomo take away, per fare solo un esempio.
C’è una sensualità audace che va oltre il sesso, il tutto sempre scritto con garbo, non è mai volgare, divertente piuttosto.
Ci sono anche meravigliose componimenti su argomenti più convenzionali: bellissima la poesia Nelle tue vene, ode a un amore che si vorrebbe rivivere all’infinito nel primo tocco; Storie di fumi e polvere è una lirica struggente di una donna dei nostri tempi che ha perso la strada del suo sé più profondo; I Percorsi dell’ignoranza è una preghiera vera e propria, l’iter di un essere umano piegato dal desiderio della suprema conoscenza, della Sophia.
È, insomma, una poesia che si muove su diversi toni, ma mai taciuta, riverente o docile. Questo è parte della sua originalità.

Elena Gullo

Mente in fioritura nel sorriso di un bambino.
Pelle lacerata dalla rugiada
che le ricorda “Tu sei casa!”
Farsi piccoli piccoli per far spazio
al vuoto che avanza.
Vedersi come in una foto in negativo,
lievi i contorni di luce,
ti confondi con lo spazio nero.
Incurvarsi sotto il peso della ricerca
come in miniera un minatore.
Toccare la terra con il viso.
Perdere le ossa.
Cambiare in mollusco senza gravita`.
Ascoltare cuore e cervello
suonare la stessa sinfonia di bassi.
Guardare al passato con gratitudine,
pensare al futuro con la promessa
di imitare dal Sole l’Amore.
Essere ovunque e Uno, finalmente.

Da “I percorsi dell’ignoranza” (Porto Seguro, 2020)