Sintetiche istruzioni per lo sviluppo
di una sana e robusta costituzione

Devi dimostrare quello che sei
il grado raggiunto nella carriera
delle illusioni accettate, accreditate,
che ti piaccia o meno, che tu ci creda o no,
a chi ti odia, a chi ti ama
preferibilmente a danno di un tuo simile
sempre che ti odino, sempre che ti amino
una volta svoltato l’angolo,
devi affermare ciò che sei
contro tutti, anche se non sei
ed effettivamente un nulla siamo
anche se non ti va di essere
devi credere nel tuo nulla,
il tuo nulla è il tuo migliore amico,
complimentarti con l’altro
soprattutto quando credi il contrario
e intanto sorridere, battere le mani
allo spettacolo crudele della norma.

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Una poesia su chi scrive metapoesie

Oggi voglio essere originale
scriverò una poesia su chi scrive metapoesie.
Si dice che gli autori di metapoesie
non abbiano più nulla da dire, che guardino se stessi
osservare il mondo senza nulla da aggiungere
da combinare, da articolare
se non il modo in cui lo omettono, dietro la scrittura
posti dal lato del foglio bianco
gli occhi dietro il mondo.
Il metapoeta mostra che in realtà
non si ha un granché da dire
quanto ogni dire sia frutto di un dissimulato costruire,
togliendo al gesto il suo oggetto
dandosi come oggetto il proprio stesso insensato agire,
zeppe di metafore su orditi,
tessitori di trame e filigrane, le metapoesie
sono un trucco divino, doppio inganno
che ci illude di smascherare la menzogna delle cose
lasciandoci solo nel deserto dell’ispirazione.
Alcuni sostengono che questo operare
sarebbe metafora, cifra peculiare della nostra specie
che riflette su se stessa, innamorata
e ostacolata dal proprio stesso riflesso.
Una metapoesia è un testo che impomata il suo scheletro.
I metapoeti hanno letto troppo Valery
hanno visto troppe mostre di Escher
hanno vissuto troppi anni in un labirinto di specchi,
chirurghi votati al culto dello strumento
hanno smesso di esercitare
per dedicarsi alla teoria delle possibilità del loro bisturi.
Oggi ho deciso di essere sincero, lo ammetto
sono stato e sono anch’io un metapoeta, lo confesso.