Senti, in questi rumori incandescenti,
la vita che sottratta viene meno
e incanutiscono le ore, più secco
il fogliame dell’autunno, più vecchio
il coagulo delle cose nelle case,
più folto l’ossario dei libri letti,
più letti per sonni più profondi.

Senti, o se preferisci non sentire,
la mano tenace diventare carezza,
pugno di vento, afflato di niente.

*

Filare i significanti nei significati,
poi annodarli indissolubili alla bitta,
calare il ponte, tese le corde,
essere porto, battigia e terraferma.
Allora disconoscere, voltare le terga,
tornare al blu disincanto dell’ignoto
e risalpare sulle metafore ondose,
sciolte le vele alla significazione.

*

C’è il silenzio nelle case inabitate.
Ossa inumidite. Muscoli tritati.
Mestizia di rudere. Persiana divelta.
Brughiera nel frigo. Deserto imbandito.
La poesia di Corazzini. L’odore del tetano.
Ci si muove la notte come sonnambuli
fra le stanze scardinate alle pareti.