Martina Cimino – Poesie inedite

Atto primo

Per noi serbavo un tempo
dagli arti di bambola
dagli occhi dipinti
e i vestiti di festa.

Apparecchiavo i sipari
come per l’ultima cena.

*

Presagi

Vegliavo la fossa e le foto dei morti
sulla mensola vuota che raccontava la pace
di osservatori sconosciuti.
La veste occidentale pesava sui corpi
come l’ora incerta del solstizio – infantile
come il pallore del marmo
il riposo degli altari.

*

Intermittenze

Oggi che non abiti qui
questa strada passa
vicina alla casa di nessuno.

L’arbusto cede al secco del sole,
s’impolvera – gravita
attorno a passi di mattone.

Si vive così tra eguali
la periodica assenza
di nessuno.