Elena Serio – Galateo per anarchici

Sott’acqua non ci sono.
Il mio corpo non esiste –
non ha peso e non ha forma,
è una macchia bianca
che soltanto
un po’ nuota e un po’ galleggia appena
in una stanza di smeraldo.
Sott’acqua non esisto,
e non esistono i pensieri
e non ho voce, non ho freddo
e nulla
nulla sento.
Sott’acqua non ho corpo
non ho colpa non ho peso
non ho scuse non ho sete
non ho vesti non ho specchi.
Sott’acqua non ho corpo
e non ho nodi fra i capelli,
sott’acqua non ho appuntamenti
non ho case non ho treni
e telefonate e chiacchiere da bar
e corse a perdifiato.
Sott’acqua non esisto
non ho peso
non ho forma non ho voce
non ho nome
sott’acqua non esisto,
e vivo.

*

C’è una conca fra i miei seni.
Ho staccato dal corpo i miei nei
raschiati via, con cura,
sollevandone i bordi pian piano
senza lasciarne traccia.
Ho preso un foglio,
bianco, pulito, poco spesso.
Li ho appiccicati così,
fra quattro righe. Cinque spazi.
Danzavano.
C’è una conca fra i miei seni, ti dico.
Lo spazio esatto
per ripiegare quel foglio
(quattro parti, perfetto)
e nasconderlo
qui, proprio dentro.
Solo nei
fra quattro righe e cinque spazi
sul bianco di un foglio sottile
piegato nella conca dei miei seni.
E la conca si riempie.
E la cassa legge i miei nei.
Il mio corpo suona.

*

Dormo per dimenticare
le cose che non ho mai saputo,
dormo per domare incendi
espellere campi sterminati
dal mio corpo sconosciuto,
spegnere il tempo
e seppellire i diavoli del dubbio.
Dormo per inganno e convenienza,
coi capelli sparsi sul cuscino
nell’ostinato
disordine
del mio
esistere.