Carolina Truzzi – Poesie inedite

Trittico dell’abbandono


I.

Avanti l’ora del fatidico giorno
mi ero ornata i capelli di belle
rose porporine
e aspettavo giocando con bambine
di cera e miele.
Da quando sei apparso ho levato le
scarpette strette come monili
e mi sono incamminata sul sentiero
di spine,
ove hai seminato briciole di pane
sparse
per non farti trovare.

II.

Quando ti vedo da lontano
lungo il viale di rose
non so se sfoderare la spada
Durindana
o se spogliarmi dell’armatura.
Il dubbio insoluto è se combatterti
o se divenir tua ancilla quale Armida.

III.

Scalza in terra nuda,
questa terra così aspra
brulla senza tempi
di riflessione.
Solo pause piene
Dei tuoi silenzi crudeli.
Mi costringo nel grembo
aspettando un’ascesa,
la parola diviene preghiera
l’attesa si scioglie in pianto.
Piano poso le dita sull’elsa
vendicatrice.