Flavia Cidonio – Antimonio

Cornice

La parola che mi somiglia
è imperfetta
è cornice tremula
per un quadro sempre più
fermo, più dritto.
L’unica che mi può ricondurre
con esattezza
laddove non sono mai stata.

La sola lingua che parlo
mi scivola via in mille rivoli
è il rifiorire
di un rimpianto,
il lieve sospiro di attesa di quanto
si limita a non accadere.

*

Mattino

È buon segno
se sogno di te
mentre ti dormo accanto
(è già buon segno che dormiamo l’una accanto all’altra)
È buon segno che un discorso
nasca o prosegua nei sogni
che la città mi ricordi
tutte le vie che ho percorso
prima di trovarti
è buon segno
che abbia bisogno di attraversarla tutta
nuovamente
il giorno seguente
per conservare altro
a cui pensare.

Ali

Il prezzo da pagare
per queste ali innaturali
è un peso di polvere nascosta
negli angoli più bui.
Io rinuncio
a ogni approdo, riconosco
ogni pendio:
è solo l’occasione
di un nuovo volo.

*

Artificio

Di ritorno a notte fonda
indosso il fiato di ciò che mi resta
sfilo le calze distrattamente,
come mai avrei fatto in tua presenza,
così come raccomanda
ogni seduzione disabitata.
Raccolgo i pensieri,
rivesto tutte le mie ombre
mi preparo al sonno stinto
di chi è solo esausto
perché fra tutti i desideri soddisfatti
fino a poco prima
non ce n’erano di suoi.

*

Amanti

Si osservano cautamente
da un lato all’altro della stanza gremita
hanno cura di prestare attenzione
al peso di ogni sguardo su di loro
si sentono stretti,
fin troppo prossimi
piacevolmente colpevoli
anche quando sono molto distanti
e le loro braccia
sono incastonate ad altri,
quelli giusti.
La loro è una gioia ormai lisa
piena di disattenzione,
di dettagli sparsi come coriandoli
per il gusto di essere scoperti
e sculacciati dalla contingenza
come bambini.