Emiliano Peguiron – Poesie inedite

Quante facce hai
quante facce mostri
quanti mostri ospiti
quante mostre piene di ospiti
e nessuno che rimanga davvero.

*

L’ho vista aspirare un tramonto
e riempirsi il petto di raggi,
mangiare una margherita
e vomitare un campo di girasoli.
L’ho sentita cantare
Con una fila di usignoli che ascoltavano, attoniti.
L’ho trovata nel mio piatto
e mi ha tolto la fame.
L’ho sognata
e mi ha fatto desiderare
di non svegliarmi più.
La profondità con lei era solo un dettaglio
le piccolezze umane svanivano
come sfumature di un paesaggio grigio.
Vagavo come un mendicante
in cerca di qualche suo ricciolo,
mi sentivo piccolo nelle sue grandi mani.
Mi sentivo protetto,
allo sbaraglio quando se ne andava.

*

Titoli di testa,
sinfonie di pop corn
schiacciati
dai tifosi della cultura.
Manovre di soccorso
e ambulanze delle risate
per i nuovi comici.
Perché se non ti ricordano
da morto
sei morto due volte.
Fine della trasmissione.
Nessun titolo di coda.