Andrea Tomaselli – Poesie inedite

Fatemi morire in bocca a un animale.
Lasciate che il mio corpo la terra concimi.
Non lavoratemi con le vostre furbizie
di fuoco e cemento

Amo il cerchio
più che allungare il vortice
della mia persona

*


Se mi accarezzi il viso
divento un altro umano
non per pagare, per lavorare
né per riuscire sono
ma un corpo quieto, amato
un sasso al sole caldo
un velo di sabbia tolto al deserto.
Se appoggi la tua mano
sopra il mio petto, smetto
di avere fretta di,
di rimbalzare in testa,
respiro che respira
semplice in affetto
lascio
che carne e pelle
siano soltanto io
perché c’è tutto in te
che sfiori il senso che non serve

*

Quello che non vogliamo
è che il nostro corpo sia inutile.
Vogliamo che la carne e il grasso
l’indovinarsi delle ossa e lo sguardo
che i peli e i muscoli e i nostri buchi
siano importanti per qualcuno,
per uno, per una,
che il nostro essere turgidi e bagnati
faccia impazzire
sveli l’essere acceso
che cova nella mediocrità del giorno.
Vogliamo che la vergogna sia gioia
e alto il basso
che urli chi muto sta,
vogliamo essere il punto
da cui si snodi l’infinito
e si plachi il pensiero.
Infine ci basta un attimo,
un’ora,
che disseti il tempo,
sentirsi semi da irrorare…