Nicola Grato – Le cassette di Aznavour

finis.

sul colle dove c’era la casa diroccata
guardavamo le stelle a prima sera:
il Carro Aldebaran Sirio Orione.
Nella casa di sotto (che poi avremmo venduto)
c’era mia madre sola – annegata nel corpo
disfatto dell’estate, blaterava parole:
una spiga recisa la sua mente di falco
già da tempo la morte le aveva dato scacco.

*

figli

ti era figlio Michele, ti era figlia Lucia
ore passate molte a parlare di Cristo
delle nuvole in volo, delle storie sbagliate
tutte – che ne facevi possibili splendori –
tu che piangevi spesso sola segretamente
ma con tutti ridevi di morte e vita insieme.
Oggi se guardo fuori, se vedo il mare pure
tra le colline e i campi – io che non so nuotare,
che temo l’acqua alta, penso a te che dicevi
di volere volare libera come un gabbiano
dietro la scia bianca d’una nave, lontano.

*

l’amore che hai amato

l’amore che hai amato non perdona:
così non ti perdona la campagna –
il silenzio che rode la memoria;
il mare l’hai lasciato al mare e ai pesci:
dove sono i puzzle da mille pezzi?
E dove le cassette di Aznavour?
L’amore che hai amato ti ha donato
solo un soffio di vento, una distanza.

*

Padre Luigi il parroco della Consolazione

l’avevano fermato, minacciato, insultato
padre Luigi il parroco della Consolazione –
perché faceva scuola ai cocci di tacca
e alle puttane: catechismo era
stare ogni giorno attenti, stare insieme, parlare.
Avvenne la scoperta allora di cosa fosse
scuola, e tu che chiudevi il portone di ferro
sistemate le carte i libri coi registri
alta la notte e scura sulla via dei Cantieri.

*

nel sonno

mi sei venuto stanotte
nel sonno, e c’erano altri
che non ricordo: forse
il tuo amico di caccia,
forse quel tuo cugino
che gli dicevano “l’africano”;
le corse contro il tempo
ne lo scuro pesto e grosso
non hanno più senso,
né l’ansia e l’affrevo
di arrivare per poi andare
via. Vita è consentimento,
pure vederti dormire
dallo specchietto retro
visore: e cosa sognavi?
Tornavamo dalla clinica
era il primo di ottobre
era un caldo sole:
i bambini uscivano dalla scuola,
ancora stole da mare
stese ad asciugare
da un balcone.