Laura Balsanelli – poesie inedite

Tu mi chiami ancora poeta
ma non sai che le mie parole
ora sono così scosse, tremano
al sol pensiero di attraversare,
si affrettano come passanti
nella ressa di una domenica
così ferite nel profondo che,
non appena una lama di luce
le colpisce di taglio, schive
si ritraggono nell’ombra
in cerca di un punto di fuga.
Le trovi sullo spigolo dei denti
a soffrire di agorafobia.

*

Madre,
nascondi e proteggi
nella tua anima madia
l’impasto primordiale dell’amore.
Lavorato con cura
tra le mani spellate,
con braccia instancabili
e qualche lacrima
che tu chiami sale.

*

Costituirmi ai boschi
non come prigioniera
ma come rifugiata.
Arrivare ansante
come macchia fulva
fuggente di volpe
facendomi fagocitare
e dissipare dal loro respiro.