Gian Piero Stefanoni – Poesie inedite

CESARE AUGUSTO

Più non si nasconde
la visione diretta, la distesa dell’ombra.

La storia seppellisce – e poi celebra l’ara-
il pettine, la veste, il ricordo del fiume
entro un sorriso impotente.

Oggi la città contiene ma non comprende.

Resta un enigma questa elegia
per brevi forme dell’oggetto,
questa difficoltà di credere e morire.

*

PSEUDO ANTINOO
dal Museo delle Terme

Solo la morte ha ragione
nel bene custodito della forma.

Solo la morte raccoglie e dà ordine
al costretto passare del cuore.

Ma solo la morte amore
se ti guardo nel suo impero mi offende.

*

FORMA URBIS
per Rodolfo Lanciani

Ciò che vediamo

è ciò che resta o risale
dal fondo di un interminato tentare.

Questo lo spezzato amare
degli uomini, nel mosaico
la declinazione del tralcio
nella bocca della tigre.

Così veloci gli occhi, le mani
a cedere al possesso, alla resa
senza sonno della carne.