Veronica A.Mestice – Poesie inedite

Non temere di noi,
se le parole risalgono il vento
e non mutano la risacca del cielo.
Un lampo riverbera
nel tonfo della notte chiara
e cerca di far coincidere gli estremi.
Di un mattino
in cui ho patito il limite dell’assenza,
non ricordo altro che
silenzio e muto scompenso.
Vorrei dirti gli dèi
e suonare la sinfonia dolceamara
della sera d’estate
in cui parlano lucciole e gelsomini,
distese di spighe
scintillano all’ultimo grecale.
E tutto desta a ricomporsi,
prima che il giorno muore.

*

E se poi volessimo salvare l’istante?
Rendere eterni
gli inaccaduti minuti.
Fermare la musica dell’esistenza
e percepire il frattempo.
Con chi, semmai, condividere la fine ironica?
Udire il presagio
e affrettare il passo,
prima di perdere per sempre.

*

Amo creare nostalgie.
E’ un’attitudine inveterata al ritorno,
nel silenzio delle cose.