Giulio Marchetti – Specchi

Intuizione-madre
di tutti i seni
abbracciami.

Come lucciole
(di mare)
accecami.

Ho poca sete
e labbra secche.

*

L’albero insonne
(a differenza di me)
in onore del buio
si astiene dal pianto.

Serviranno mani sconosciute
per chiudermi gli occhi.

*

Esigua matematica
terrestre.
Anima-sfinge
in pezzi, fiore divino
a pelo d’acqua.
Di ogni confine
corre l’addio
dentro la gola.

*

Senza peso
comunque preme
la dissolutezza:
il nostro cielo.

Per quale ignavia
funesta
siamo soli (come topi
dentro le scatole
dei laboratori)?

Avanti:
c’è tutta la vita per vivere
e un istante
per morire.