Stefano Olmastroni – Ognuno si racconta la sua storia

TIVOLI

la malinconia che ci prendeva
a metà sera di primavera
per le stradine strette intorno ai ristoranti,
al tiro a segno, ai cigni nelle vasche…
eravamo tutti figli
lasciati liberi fino alla chiusura
ma di tribù diverse fino all’odio
io passavo tanto tempo ad inseguire
amiche sempre nuove sotto le lanterne e il drago
di Chinatown
pian piano il cielo si oscurava e si accendevano
le lampadine
mi ritrovavo a fine sera a gingillarmi
con una molla variopinta vinta in sala giochi
mentre aspettavo le altre in bagno
finivo poi per romperla
non ci pensavo affatto a cosa
un giorno o l’altro sarei diventata

*

LA LISCIA

voi vacche del campo secco
denutrite come vacche sacre
noi nati umani, osservanti
campeggiatori al di là del filo spinato
depurati dalla città metropolitana
facciamo gli indiani sull’erba
respiriamo l’aria degli animali
a voi le nostre carezze, le foglie
che cadono
pesanti come gatti che sono
il nostro e il vostro tappeto
ancora poco morte e poco secche, scricchiolio soffocato
il vostro pane quotidiano