Valentina Demuro – poesie inedite

Nessuno mi tocchi o parli
lasciatemi sola
alla pietà della mia terra
al mandorlo che non si può sfiorare
al gelso nero che sanguina con me
Tornare daccapo bisogna
per rendere possibili altre vie
legare pazientemente la corda
attorno all’innesto su queste macerie
pregare
che la pioggia arrivi
nella giusta stagione
che i fichi nascano rossi

*

Nei capelli bianchi di mio padre
ho la vertigine di un tradimento
come di chi adorna gli spazi delle attese
sapendo che svernerà il mare
e si farà di luce
Ma io
ora vado su questo cammino, in cerchio
ora resto
albero ossuto su cui
invecchiano in solitudine le foglie

*

L’indolenza dell’afa dona
l’occasione d’una calma d’ombra
per limare gli angoli ostili
sopire il demone e tutte le sue voci
E invece la cicala, un lacerto di nuvola
un grido neonato nella casa a fianco:
tu trabocchi
in ogni scintilla che incrina la quiete