Cortocircuiti, Sinestesie e Dialogo Contemporaneo

Dal 1° Ottobre Il Visionario apre tre nuove rubriche, scopriamole insieme.

CORTOCIRCUITI a cura di Davide Gallo

La poesia contemporanea è libera da sicurezze e facili risposte, si contraddice in se stessa, contraddice la lingua e le sue forme convenzionali. Ciò che spesso manca nella sua comprensione è la coscienza di essere di fronte ad un apparato così individuale, così personale, che inevitabilmente sbatteremo la testa contro i tic e i nervosismi di personalità tortuose, fuori dai canoni e dalle generalizzazioni formali. Cos’è un tic se non un cortocircuito del senso? Ci saremo tutti ritrovati almeno una volta a dover accettare di non aver compreso a pieno una poesia (contemporanea), abituati ad una idea di poesia in cui metro, figure retoriche e parole siano dettate puramente dall’istinto. Nel contemporaneo va considerata anche l’oscurità: laddove si è abituati a spiegare tutto, a capire tutto, anche i blackout di senso sono parti integranti dei versi; in questo terreno siamo senza strutture e questo ci lascia spiazzati, spesso amareggiati. Eppure, a volte basterebbe accendere una luce su una rima per avere un ponte semantico che unisce due parole strutturalmente lontane, affinché si dispieghi un senso. In fin dei conti però non raggiungeremo forse mai una pienezza di significato, quel senso originale che il poeta ha voluto imprimere ci sarà forse precluso per sempre, ma abbiamo degli strumenti per poterci almeno avvicinare a quella percezione o quel complesso di sensazioni ed emozioni. Questa rubrica si pone l’obiettivo di tracciare una linea di senso, laddove ci sembra di avere tanti puntini sparsi, immaginare una connessione, un senso collettivo di certe componenti delle poesie. I poeti non scrivono mai per caso e ogni parola è sempre selezionatissima, e selezionatissima è la sua posizione in rapporto all’ecosistema di questa o quella poesia.

SINESTESIE a cura di Rubina Valli

Geografie interiori, voci e luoghi radicati in una topografia della memoria che vive parallela e contrapposta al qui e ora. Uno sdoppiamento quotidiano tra la parola che abita il pensiero e quella che affidiamo alla voce, a volte incerta, staccata dal nido intimo e fondo della lingua madre; altre volte cristallina e nitida al punto da far male.
Questo limbo di contaminazioni linguistiche, emotive e geografiche dà vita a una terra fertile in cui l’identità si rispecchia, si feconda e si moltiplica.
Lasciarsi abitare da luoghi altri, da lingue staccate dall’intimità del corpo.
“Sinestesie” raccoglie, traduce ed esplora le poesie germogliate in questo luogo.

DIALOGO CONTEMPORANEO a cura di Gianluca Ceccato

Un dialogo è un colloquio tra due o più persone, un confronto di idee già di per sé politico, uno schema aperto, una pagina bianca nata per ricondurre l’indicibile proprio della poesia ad un’eredità passata, dimenticata e allo stesso tempo mai come prima d’ora presente, assimilata e digerita in un continuum metafisico nutrito dalle sue stesse smarginature, un cane che si mangia la coda, un ellisse alla continua ricerca del suo più estremo e sgrammaticato punto di rottura. La contemporaneità è l’aver luogo nello
stesso tempo, una coincidenza che quotidianamente viviamo, un paradosso letterario, poiché se da una parte il poeta è oggi in grado di mantenere un rapporto di continuità con la tradizione dall’altra la persuasione storico/culturale è venuta meno, da qui la riflessione di Luzi che paragona la contemporaneità poetica ad uno strumento scordato “Inesperto il musico o impercettibile l’accento?”, nel presente si crea
l’impossibilità quindi di fare a meno del passato, si citano echi-fantasmi stilistici che in un pastiche in versi rimandano continuamente il testimone ai padri fondatori. Questo però sembra a volte incredibilmente non trasparire, la contemporaneità mescola le carte, confonde i generi, rende l’approfondimento una questione puramente critica. Una differenziazione tra passato e presente la si può trovare nelle cellule ritmiche
predominanti, nell’assenza/presenza di regole, nei ritmemi fino ai suoni e/o a delle immagini ricorrenti, trovare quindi delle costanti stilistiche tra le inconsistenti fratture tematiche. Lo scopo che si pone questa rubrica è quello di parlare e far dialogare sia indirettamente che direttamente i poeti contemporanei, il vecchio e il nuovo in un ciclo continuo di rinnovamento, con interviste (Dialoghi) e articoli che partiranno da
un tema prestabilito per poi sviscerare e sviscerarsi a vicenda, andando alla ricerca delle influenze generazionali di una comunità che opera per e con l’invisibile, cercare di catturare il passato per capire quale direzione stia prendendo il presente. Citando Goethe “Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura; tenere conto delle informazioni che ci vengono date è cultura”, quindi questo non sarà un calderone in cui sedimentare e lasciar morire i versi, piuttosto sarà un luogo in cui spero i poeti come me si sentano a casa, una comunità che può scontrarsi ma sempre in favore di una costruzione, una sorta di alveare poetico.