Rachele Ricucci – Tre poesie inedite

Appunto poi mi scordo di masticare,
le cose semplici
appaiono nel loro velo d’ingerenza:
non un boccone è ammesso quando
cerco un modo semplice
di morire.

*

Vorrei crollare ancora
in briciole unità minime di leggerezza
al vento stare tesa, stesa al sole
ad asciugare i dubbi brividi
scaricare i tuoni.

Non ho altra preghiera per queste spalle
che reggono più di me stessa
o per queste braccia sottili come calle—
di me resta la pelle.

*

Lentissima, le mani a conca raccolgo
ciò che posso riempio
eppure non
trattengo cosa metto nella vita, stringo
i denti –sorriso morso–
dio è morto ed io
ho perso,
dimenticato il sorso torna sete:
non mi colmo.