Alexandra Bastari – Tre poesie inedite

La finestra che è predatore e martire
chiude le battute del pentagramma
per salvare il canto – la ripercussione telefonica
della tua buonanotte
è questa nota silente, distinta
l’eleganza di un fenicottero – stanotte
alla prima luna di ottobre ognuno è
dito e tasto, corda e arco
semicroma sola a metà

*

Non c’era nulla prima
era l’inizio lievitante dell’intero
sprezzante delle controriforme correttive;
ora sento travasare le moltiplicate parti
di me – e il rossore che suona
tra tutte le cose vere
il riverbero di uno xilofono
in una sala di specchi

*

Oggi una madre non conosce
l’accoppiata dei cromosomi
se sia allora vita oppure
aborto. Chi detta leggi
siede sul dente di un pettine
mirando a quello dopo
– l’attesa è il flusso di una corrente
che può strozzare il tubo
domani mi vedo come il padre
una pipa in mano al camino
a piangere un rimpianto