Yuri Rossi – Poesie inedite

Api di notte

Il sesso inizia nei sedili davanti
con un bacio che non smette mai di conoscerti
e si sorprende quando ti spogli,
quando di profilo sei un nuovo Messico,
quando per essere come sei
deve averti toccata il diavolo.

Poi si cammina per il mondo
nei parcheggi deserti,
nelle vie dei kebab al neon
e dei ristoranti siriani,
nei benzinai notturni dove compriamo le sigarette
e ne accendiamo una
quando il fiato è ancora disperso,
sulle tue spalle.

Diciamo che il mondo è da vedere,
le metropoli e i suoi campi di grano fuori
e i parchi naturali ai piedi dei Carpazi
aspettano le nostre tende d’estate.

Le promesse nascono come i semafori
quando sei di fretta
e sarà difficile scappare dalla polizia
senza benzina per i passi avanzati.

*

Morte grazie

Stronzi, morte grazie
che io ho creduto davvero
di cambiare il mondo prima dei venticinque anni
e mica ce l’ho fatta, no,
mica ce l’ho fatta, io,
che ho sbagliato tante volte
e pensato troppo quando avrei dovuto uscire
e godermi l’aria di agosto
e un nuovo inizio a settembre.

Questo volete,
che io riconosca i miei errori
e che smetta subito di credere
a quel sogno stupido e infantile
che ancora oggi mi tiene sveglio di notte,
mi fa sentire piccolo e invisibile,
mi tiene lontano da un mondo da vedere.
Io che amo lei
e quante volte continuerei a dirlo.

Morte grazie, stronzi,
amici, confidenti, conoscenti,
colleghi e compagni di scuola,
datori di lavoro, spacciatori,
poeti dei luoghi esotici
che vi chiedo dove siete
e spesso vi trovo lontani,
doveva essere solo un verso fallito
e mi chiedo cosa ci faccio qui,
cosa faccio?

*

Gli amanti sono soli

Andiamo a vivere senza casa,
senza lenzuola, senza i nomi sui citofoni
così saremo insieme ovunque
e sotto i ponti delle città sull’acqua.

Immagino gli amanti partire a occhi chiusi,
con il vento che gonfia le valigie e i passaporti
e nessuno li saluta dai treni
o dalle cartoline rubate ai negozi di souvenir.
Hanno pochi soldi in tasca
e le monete per le sigarette.
Immagino gli amanti lasciarsi negli aeroporti
e ritrovarsi in Africa o in Australia
o dove il mondo li ospita
su un divano o sull’erba nei parchi
dove si beve e si parla
e si fuma in faccia al lago.

Immagino gli amanti trovare casa a ottanta anni
con le porte che cigolano
e i vicini di casa che fanno rumore,
che litigano prima del matrimonio
e non sanno come colorare i muri.

*

Fermo

Mi convinco che vale la pena sognare
e subito penso all’ufficio sporco,
alle riunioni afose che finiscono incerte,
al benzinaio più economico,
ai lacci ormai magri delle scarpe,
alle dieci sigarette rimaste
e domani è venerdì,
al corriere che non arriva,
al contratto che ancora non si vede,
a come dire che questo posto non mi piace,
ma non so ancora dove chiedere l’asilo politico.

Sogna in grande
perché qui, proprio qui,
è dove ti risvegli domani
e le scatole vicino al comodino
ti ricordano che non è cambiato niente.