Alessandro Sabatini – Tre poesie inedite

Maya

Hai paura, Maya? Pronunci ogni tanto
qualche miagolio accostata all’uscio
e ti stringi a formare un pallone di peli
mentre il vento scompaia quest’ottobre…
Non sei sola nella stanza sai. Se potessi
ti darei la calma che mi manca in cuore.

Hai paura di me, Maya? Ne ho anch’io
quando mi ricredo del destino e questo
corpo altro si consuma nella miseria;
allora si frantuma l’illusione già spezzata,
indegna di me, che taci nel nome, ignara.

*

A doppio filo

Teresa, se sciogli il filo per terra
ricade verso il mio lato; t’adombri
serena, senza ricordi. Mi lasci
nella vuota parete che non posso
sopportare. Tremenda è la paura
di perderti e perdere me stesso
o perdermi e trovarmi a vedere
che sei perduta nel buio in cui t’aspetto…

*

Senza titolo

Si aprono gli occhi chiari e credi sia
un sonno la bocca seccata e il pianto
che impollina queste mie mani ruvide.
Tremi, dice il corpo che ti sei perduto;
ma hanno mentito se pensi di essere
ancora te stesso in questo deserto,
se negavano il vuoto dell’abbandono
e che il suolo è soggetto a cambiamento.
Mentivano… E il tuo spirito si è involato
come una raggiera di ciottoli nel mucchio.