Simone Sanseverinati – Tre poesie inedite

SH

Un pianto complicato,
vedo rondini che non si curano
e dormono sopra piastrelle rigide.

Immola il passo, lasciati volare,
quando le labbra irromperanno
la puntura ringrazierà il rogo,
non sarà né sale né sabbia
a farti riemergere dal mare,
ma un accenno,
la pelle che cerca ispirazione

*

Ciò che non sorge
scende nel profondo scambio,
alle porte dell’abisso
sento l’emisfero.

*

TRECCIA

Treccia, dinanzi a uno specchio,
sei pronta a vivere dove i segni cercano l’eterno
come un sabbioso falò estivo?
Puoi reggere gli occhi che si privano della loro armonia
nella pena del digiuno?
Puoi gestire i fili caduti
nelle scatole del burro quotidiano?
Sai appellarti al nobile gesto della carezza
oltre lo scambio di un bacio?
Sai mordere il dado del consumo
e abbracciare la feccia del diniego?
Saresti pronta a resuscitare da questo scritto
per chiuderci tra la collana e il collo?

Nove e un quarto, meno tre, sei e un quarto,
da una sottrazione del tempo
le tre ore si sostengono senza brame,
col solo cenno d’unione.