Federico Morando – Tre poesie inedite

Ancora non controllo
La risalita verso il letto,
Mi appendo al battiscopa
Sommerso da qualche granello,
Non so come saldare il conto
Che dal tetto reclama il segnavento:
È la resa del risveglio.
A occhi appena schiusi, non noto
Il mostro nel sedimento.
Quel che rimane è un morso,
L’attimo amaro prima del sorso,
Lo spazio di un cerchio,
Il fondo di tazza in cui leggere il vuoto;
A mano aperta controllare il tratto,
Lì dove la pelle s’interrompe
Senza motivo apparente.

*

Ho fatto la conta del sale,
Svuotato un sacchetto di mandorle,
Tritato un tozzo di pane;
La vita è il grano che cade dal tavolo,
La briciola inosservata,
Il silenzio che basta a raccogliersi
In un angolo d’ombra
E misurare la luce, trovare la chiave:
La porta nel pericardio
È il centro perfetto delle cose.

*

per M.

E quando chiudo gli occhi
Rispondi al richiamo
Della mia sofferenza.
Esplodo nei portici,
Sono ovunque, e minuscolo,
Come una cascata di luci al led,
Bagnato da quella mutezza
Che mi fa meno solo nell’universo,
E che non mi lascia altro
Che la meraviglia
Di splenderti addosso.