Giacomo Esposito – Tre poesie inedite

ANCHE SE NON PARLO

Non sei stanca di restare in piedi?
È una vita che danziamo,
non ho mai assaporato i frutti della musica.
Ci fosse almeno una certezza,
un progetto da cui partire,
potrei finalmente osservare
un’immagine di me.
Guardami, sono solo
in cima alla collina
perché amo essere solo con me stesso;
perché non oppongo resistenza
al languore umano;
perché se non posso capirmi
quanto meno so ascoltarmi.
Oh, tu no! Non sei stanca di inseguirmi,
non ti stanca farti male.
È per questo che continui a danzare:
senti ancora l’esigenza di amare.


*

POESIA QUASI DAL CUORE

Sarebbe facile lasciare il mondo
dietro la porta chiusa di casa,
tenendo cara la sicurezza
dell’apparente comprensione delle cose;
raccogliere una distrazione
in una mano corrosa dagli incanti,
dagli inganni costruiti con discrezione.
È solo un uomo che parla
con la fragile divisa da cui è avvolto,
a prova di parole, a prova di speranze.
Guardo sanguinare le rose nelle proprie spine,
rose costrette a guardare in basso.
Mancano cesoie a eliminare ogni dolore…
avrò cura di una natura essenziale delle cose
che vive in misteri continui di disagi universali.

*

SOLITUDINE

Se non un’altra primavera
mi verrà a cercare,
lascerò che il gelo ribollisca
la fiamma della tua chioma
e danzi sulle lacrime spente.
Se stringerai la presa al cuore
sarò più straccio che uomo
ma, fuori da ogni altro nome,
avrò trovato me stesso.
Sono solo a scoprire
un amore latente,
come la prima volta riflesso
allo specchio.