Andrea Villani – Tre poesie inedite

Non conosco il suo volto

Lo sento stringermi al fianco
immerso nella melma
dei pensieri più fissi;
il suo respiro caldo umido straziante.
La stessa angoscia riflessa
di chi allo specchio non vedrà
mai il suo volto.

Esposto ai venti gelidi,
insistenti,
nudo il mio stomaco
si presta alle intemperie.

Non tardare
inverno
a portare via la luce

*

Compromettersi

Fermerò il tempo e
avrò i tuoi occhi.
Li porterò nel mare
– dove tutto ritorna
e che a tutti appartiene – così
ti sentirò anche mia.

Non mi riferisco al possesso:
semplice, sarai come l’acqua alla fonte
da cui attingo quando sono assetato.

L’acqua riempie ma non sazia
perché è la sete di cui ho bisogno,
e quando manca – anche per poco –
l’astinenza è veleno
che lentamente dilaga in un pozzo.
Sprofondo.

*

Non è per te

Vorrei poter condensare la vita
in pochi ed intensi attimi.
Cercherò di essere il più chiaro possibile
– con il rischio di subire la duplice delusione
di non essere ugualmente compreso.
Vorrei che i perché fossero ovvietà,
come del perché non mangiamo
i nostri stessi escrementi.
La postura che assumiamo
in mezzo alle persone,
la pena che proviamo nel vederle umiliate.
Questo non vuol essere un finale.