Marco Maraldi – Tre poesie inedite

I problemi non sono dove credi
e ti rivesti. Ecco il davanzale, il corpo
senza musica, la voce respirante. Poi
il tepore di una stanza, un odore
deserto stermina i miasmi del respiro
e non so se sono fermi
oppure abbandonano, mentre l’intonaco
ritorna alla prima mano si riannida
una bambina al quarto stadio
e prima ancora
l’indecisione del metallo nell’idea
che non nasce
nel manico del suo cuore
una gola profonda grida ancora
ai più vivi, umiliato fino al nervo
studi il centro perfetto, non ricordano più
nulla. Una calma minerale
ti proibisce dall’interno
dove ciascuno preso di scatto
rompe la clessidra della vena facile
e si rinnega

*

Presto risolleverai la polvere
al mio sforzo
che getterai, persuaso,
nel di dentro sbreccato di qualsiasi bicchiere
così stremata mi ricondurrai
la grazia dai piccolissimi affanni
della materia. Al mio vortice vacilla
la densità dell’acqua

*

È ferma la voce della farmacista
(“fai pure, dove credi”)
non corriamo il rischio
finché la mano sa resistere, eppure
davanti allo specchio mi rivedo
sotto la luce manifesta
che mi percorre alla radice
dove quattro mani verificano il corpo
sempre più minaccioso
nella morìa manipolata della penombra
scompare l’ombra della malattia.
Ancora chiuso l’incarto
domando se fosse necessario