Antonino Ficili – Quando si diventa mare

Il mondo è come un cane.
Se carezzi la sua testa
a Occidente
è l’Oriente a scodinzolare.

*

Tu non te ne accorgi
ma quando parli
anche le parole
in bocca agli altri
vorrebbero passare
per la tua.

*

La tua ugola è un’altalena
e la tua bocca un parco
che prende il sole in agosto.
Io sono uscito dal mio corpo
e sono andato a dondolare
al parco giochi delle tue canzoni.

*

Come formiche sul tuo collo
uno accanto all’alo
i miei pensieri:
una collana di pupille
ballerine,
gioiello senza fine.

*

Il mio volto è finito nel grano,
la mia voce in bocca ai grilli.
Sono in fila le formiche
e portano ai cani le mie ossa.

*

Ora ho le nuvole in mezzo agli occhi,
i temporali sulla schiena,
una luna nera nello stomaco.
Siamo in aprile, ma io ho gennaio
incazzato sparpagliato nelle ossa.

*

Sto seduto
su una sedia che sta seduta
su una casa che sta seduta
su una sada che sta seduta
su una cià che sta seduta
su un pianeta che sta seduto
sulle gambe del vuoto.

Devo far piano.
Se mi alzo bruscamente
crolla tutto.