Antonia Vetrone – Tre poesie inedite

ANTONIA VETRONE

Spaccanapoli

Tu mi appari
come un’edicola di santi
improvvisa e radiosa
tra il cedimento di vicoli
napoletani, e resti lì
una virile Madonna
col mantello di puro celeste
a porgermi occhi camomilla
dilatati in una durevole
preghiera, che scivola cortese
lungo il solco delle mie paure
mentre vanno via i fasci
ispidi di fiori finti.

*

Piazza Dante

La metro è una bomba di luce
estroversa, al centro della piazza
confonde tutte le persone che non sanno
se continuare a girare o fermarsi –
piccoli rigurgiti di un creatore sempre
in ozio. Stanchi sono i colori delle cose,
ma nulla si può se ognuno si fa artista
di strada. Tutti calcano la stessa terra
– pianale di carico di un carro senza
sponde – e l’equazione del tempo
non si arresta – il tempo solare vero.

*

Lungomare

Ha l’aspetto di un porticciolo
la nostra malinconia – amica.
L’acqua è uno strato di sfere
sovrapposte – onice color dell’uva.
Solo noi stiamo a sgretolarci le ansie
a margine della sospensione
e tutti i gabbiani di Santa Lucia
ci fanno festa – non suona più come
resa – il palpito delle onde.