Andrea Milano – Tre poesie inedite

Andrea MIlano

MARI PULITI

Si sono alzati i primi vessilli
sull’acciaio adriatico,
i primi stendardi di “mari puliti”
e stagioni senza futuro.
Le rondini volano a filo sulla spiaggia
senza paura dell’impatto,
mentre si stagliano all’orizzonte
bandiere e barche di pronto soccorso.
Ma se volessi oltrepassare le boe
mi basterebbe camminare sull’acqua;
potrei arrivare a toccare i Balcani,
come in un sogno di ragazzo.
Ma il litorale si agghinda
di minacciose punte colorate

come se l’istrice decidesse, d’estate,
di tingere tutte le sue spine appuntite.

*

LO STUDIO DEI RETTILI

Ecco, le grandi questioni
s’annidano strette a un canneto d’orto
qua, dove il sole cola a picco
come un insindacabile giudizio,
siamo vittime del caldo e della cicala
e di ogni sorta di senso di colpa.
Avevi ragione: bisogna scrivere
del fiume, del delicato sorgere
del sole, di inaspettate fioriture.
Forte con schioppi di frusta
colpisti il cervone sul capo
come se combattessi altre vipere.
È nostra la colpa, mi hai detto,
se siamo nati che l’ombra
appare più netta del corpo?
Se il destino ci accade spietato
come se fossimo figli illegittimi
di un dio senza volto?
L’unica forza che ci rimane, fratello,
è scegliere dove deporre
la serpe dal cranio spezzato
e domandare perdono di averla confusa
e promettersi dentro, col cuore annegato,
che studieremo le classi dei rettili
andando nel viaggio stretti al bastone,
che busseremo la terra risecca

per avvisare la biscia
che passa il pastore.

*

IL MIO AUGURE
A Eddy, Amelio filosofo solitario

Ascoltavamo il verso degli uccelli.
Per me il verso degli uccelli
era sempre stato un senso di colpa.
Il mio augure li distingueva.
Sotto questo manto di neve
riesumeremo nuovi corpi?
Sorprendersi resuscitare – mi dicevo –
“Il verso degli uccelli” – lui diceva –
“è una chiamata al bello”.
Insegnami mio augure a distinguere
il senso di colpa e la bellezza.

E le mie mani, che non ho mai usato
per ammazzare, le userò un giorno
le userò per rubare. Ruberò i petali
ai ciliegi ancora in fiore,
li ruberò per ridarmi vita,
per ridarmi vigore.