Emma Stopelli – Tre poesie inedite (nota di P.Pera)

Emma Stopelli

Emma Stopelli si propone a Il Visionario con tre poesie che raccontano – pure con una certa consequenzialità d’insieme – cos’è l’amore per una donna. Nel primo componimento la Nostra racconta d’Agnese, la fidanzata d’un partigiano, che vedendolo di ritorno dai monti – vestita per lui di prato – già s’arrossa sperando in un bacio. Nella seconda opera qui proposta abbiamo a che fare col pensiero d’una giovane che – scoraggiata all’incontro umano, causa virus… – si fa ancor più pudica del solito. L’ultima invece pare un’invocazione, ma pure un insieme d’istruzioni date al proprio uomo: e tu, lapidami tutta, del suono fatato.

Paolo Pera

*

Sventola il fazzoletto bianco
in bicicletta, l’Agnese;
di felicità se l’è sciolto dalla testa.
Oggi s’è vestita a festa
– torna il moroso dai monti –
e lei s’è vestita d’un prato
campanule papaveri margherite
tutti svolazzano sulle sue gambe a ogni
su e giù
dei pedali
che (s)corrono
su e giù
i pedali
come scappano!
su e giù
dal moroso
che scivolando
su e giù
con un bacio partigiano
l’arrossirà di pudore.

*

Nel silenzio di quel bosco urbano,
quella mattina Mattia le prese la mano.
Rossella ebbe paura, il virus la tivvú i governatori
tutto diceva di opporsi ai sognatori,
ma la mano stringeva e il cuore batteva:
dir di no… come poteva?

*

Martellami il cuore di parole pe(n)santi
e bollimi il sangue
palindromo è l’amore nelle corrispondenze.
Non rimane la sponda lontana
e neppur segreti che l’anima infosca più cupi.
Scavicchiami la lingua eterna, nel sogno che fu
la tempitudine di una sbruffata bolla sofforosa.
Se intanto la vela spumeggia, corre il raggio
sbadiglia e sbrodola il vulcano fuocato
e tu, lapillami tutta, del suono fatato.